«Potrà forse sembrare strano che un discorso così impegnato, e che quasi promette di voler mettere mano a cielo e terra, possa prendere le mosse da una minutissima vicenda regionale, anzi locale, della cui levità par testimoniare il sorriso col quale a chi dà segni di agitazione immotivata chiediamo celiando: ti ha morso la tarantola?» (...) per continuare a leggere clicca sull'articolo
La CAPONE EDITORE, fondata nel 1980, pubblica libri legati alla storia del Mezzogiorno e all’area mediterranea, riservando molto spazio ai volumi di storia antica, archeologia, cartografia e ai rapporti tra l’Italia e le civiltà mediorientali. Notevole in questi ultimi anni l’attenzione riservata alle guide turistiche in lingua italiana e straniera su molte città e significativi monumenti storico-artistici della Puglia e dell’Italia centro-meridionale.
giovedì 25 agosto 2016
martedì 2 agosto 2016
"Osservazioni sul tarantismo", recensione di Angelo Sconosciuto su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 30 luglio 2016
Capone, il tarantismo e la musica popolare salentina ieri e oggi
Le «Osservazioni» per aggiornare un discorso
Davvero difficile stare dietro agli innumerevoli appuntamenti con la pizzica. Chi non danza discute e ciascuno propone le sue «letture» del fenomeno in cui confluiscono le sue conoscenze, il suo vissuto, i suoi sentimenti.
Benedetto Croce affermava che «ogni storia è storia contemporanea», intendendo così ribadire che il compito dello storico non si riduce a raccogliere e catalogare fatti. Piuttosto gli compete di giudicare ed analizzare il "passato" con gli occhi del presente ed alla luce dei problemi del presente, facendo sì che gli avvenimenti rimangano sempre vivi, in continua mutazione.
Di tutto ciò è ben consapevole Federico Capone, storico delle tradizioni popolari ed esperto di canzone dialettale leccese, che nelle sue "Osservazioni sul tarantismo e altri scritti sulla musica popolare salentina" (Capone Editore, pp. 128, con una dotta prefazione di Maurizio Nocera) dimostra come, checché se ne pensi, il tarantismo non si esaurisce con la spedizione dell'equipe guidata da Ernesto De Martino nel Salento, compiuta nell'estate del 1959 e i cui risultati furono pubblicati nel 1961 in La terra del rimorso, ma che piuttosto si è ricontestualizzato, adeguandosi a tempi e luoghi. «Si badi bene che questo "rimodellamento" non è esclusivo della contemporaneità, né appartiene soltanto al tarantismo – sottolinea l'autore –, è un fatto normale ne era convinto anche Ernesto de Martino, che riteneva il fenomeno "plasmato dalla cultura egemone"; proprio questa banalità regge tutto il ragionamento: il tarantismo altro non è che un risultato figlio della propria epoca. A testimonianza di questo vi sono i tanti paralleli – per modi e finalità del rito – distanti nel tempo e nello spazio rispetto al fenomeno così come è giunto a noi, quindi è chiaro che per comprendere appieno ciò che accade oggi, è necessario conoscerne la storia».
Queste "Osservazioni" si svolgono lungo la direttrice passato- presente, e così nella parte iniziale i documenti di prima mano danno solidità alle successive interpretazioni dell'autore, che la fanno da padrona nella seconda parte del saggio, per costituire, nell'insieme, una "storia" nel senso più ampio del termine, che inizia nel basso- medioevo – è, nell'undecimo secolo, infatti, che si sente parlare per la prima volta di "taranta" con Goffredo di Malaterra che nelle 'Gesta di Ruggiero' narra di un attacco, ad opera di ragni velenosi, subìto dall'esercito normanno accampato sul Monte Pellegrino, nei pressi di Palermo – ed arriva ai giorni nostri.
Proprio questa seconda parte è certamente la più fresca. Capone indaga gli sviluppi contemporanei, soffermandosi in particolare sul reggae+hiphop dei primi anni Novanta – che trova nel Salento terreno fertile grazie al Sud Sound System, gruppo composto da dj e toaster-sciamani – e sulla Notte della Taranta, il festival itinerante che ogni anno, nella serata conclusiva a Melpignano, richiama centinaia di migliaia di spettatori che, danzando sotto il palco, si liberano, almeno per poche ore, dei problemi quotidiani. Tutto ciò avviene grazie ad una musica che, forse, "tradisce la tradizione" coi suoni ma assolve pienamente alla funzione catartica assegnatale dal "tarantismo".
In questa direzione – la musica in grado di liberare – ampio spazio è dato alla canzone dialettale leccese e salentina che, fin dall'inizio del secolo scorso, ha contribuito a mantenere in vita una memoria che, passando dalla campagna alla città, sembrava dovesse scomparire ed invece si è rafforzata.
"Tracce", funge da intermezzo fra la prima e la seconda parte qui vi sono molte testimonianze di autori medioevali e moderni, che hanno scritto di tarantole da Alberto di Aquisgrana (XII sec.) a Tommaso Campanella.
In conclusione un ricco e suggestivo apparato iconografico con immagini che vengono pubblicate per la prima volta, tutte inerenti il tarantismo e più in generale la danzimania; sono da segnalare le opere inedite di Francesco e Massimo Pasca e quella di Salvatore Sciurti, ma anche una matrice, quasi sconosciuta di Antonio Tempesa (XVI-XVII secolo), nella quale sono raffigurati tre tipi di "tarantola" conosciuti, ossia il geco, il ragno e lo scorpione, ma anche la ri-lettura del mese di Giugno del mosaico di Otranto, ove vi sono due Gemelli che paiono danzare con le movenze della pizzica.
Angelo Sconosciuto
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martedì 26 luglio 2016
I Borbone, i Savoia ed il Sud conteso, recensione di Claudia Presicce apparsa su Nuovo Quotidiano di Puglia del 26 luglio 2016
I Borbone, i Savoia e il Sud conteso
di Claudia Presicce
«Se vi fosse stata una migliore conoscenza delle due diverse realtà che stavano per unirsi e fondersi» molto sangue non sarebbe stato versato all'indomani del 1861, e con meno rabbie, rancori e divisioni il futuro dello Stato italiano sarebbe stato molto diverso. (Continua a leggere cliccando sull'articolo)
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lunedì 4 luglio 2016
"Dai Borbone ai Savoia", recensione di Luigi Montonato apparsa su "Brogliaccio salentino" di giugno-luglio 2016
Un libro di Ciro Pelliccio
Dai Borbone ai Savoia
Il libro di Ciro Pelliccio è esplicito fin dal titolo, Dai Borbone ai Savoia. Il trapasso che cambiò l'Italia (Capone, 2016, pp. 120, € 13,00). Non è la storia che in genere conosciamo sui Mille, lo sbarco, le battaglie, i tentativi tardivi di Francesco II per evitare la perdita del Regno, la risalita della penisola da parte dei garibaldini, la Dittatura di Garibali; ma quanto accade dopo l'unificazione. (... clicca sull'immagine per continuare a leggere)
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giovedì 30 giugno 2016
"Osservazioni sul tarantismo ed altri scritti sulla musica 'popolare' salentina" di Federico Capone
Federico Capone
Osservazioni
sul tarantismo
Ed altri scritti
sulla musica popolare salentina
Prefazione di Maurizio Nocera
Secondo la tradizione, chi veniva
morso dalla tarantola doveva ballare affinché, sudando, potesse espellere il
veleno dal corpo: il fenomeno, noto come tarantismo, era largamente presente in
Puglia e in Terra d'Otranto in particolare. Le prime testimonianze risalgono al
Basso Medioevo, anche se tanti sono i paralleli – per modi e finalità del rito
– distanti nel tempo ma anche nello spazio, a dimostrazione di un fatto
abbastanza scontato ma che spesso passa in secondo piano: il fenomeno altro non
è che un risultato figlio della propria epoca.
L'autore parte da questa premessa
per tracciare una storia del tarantismo, attraverso un apparato documentale
ampio e solido, e per indagarne gli sviluppi contemporanei che non
possono prescindere dal reggae+hip hop e dalla Notte della Taranta, ma neppure
dalla canzone dialettale leccese, tratto d'unione fra antico e moderno.
A corredo dello scritto un
apparato iconografico con alcune immagini pubblicate per la prima volta.
Osservazioni sul tarantismo rappresenta uno strumento
indispensabile tanto per l'appassionato che si avvicina alla tradizione
musicale salentina, quanto per l'esperto che qui troverà nuove letture e
documenti poco conosciuti.
Federico Capone, 1974, si occupa di storia delle
tradizioni popolari, con particolare riferimento alla canzone dialettale
leccese; fra le pubblicazioni ricordiamo: In Salento. Usi, costumi,
superstizioni (Capone Editore 2003), Lecce che suona. Appunti di musica
salentina (Capone Editore 2003), Hip Hop Reggae Dance Elettronica /
Stile Salentino 1 (Stampa Alternativa 2004) e Viaggio nel Salento magico
(Capone Editore 2013).
Federico Capone, Osservazioni sul tarantismo ed altri scritti
sulla musica popolare salentina,
Capone Editore, Lecce 2016, ISBN 978-88-8349-202-0; 128 pagine, formato 15x21, illustrato
Per acquistare l'ebook: http://digital.casalini.it/9788883492020
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"Salento da esplorare" di Stefano Margiotta
Stefano Margiotta
Salento
da esplorare
29 itinerari
turistici e geologici da percorrere a piedi o in bici per viaggiare tra baie,
cavità, fossili, zone umide, rocce, in un paesaggio naturalistico ricco di
colori modellato nel corso di milioni di anni
Geologia e paesaggio
La geologia è la scienza che studia la Terra, la sua origine e la sua struttura,
e i processi che ne determinano i cambiamenti. Il
geologo, proprio per questo, si muove in un contesto spazio - temporale
completamente differente da quello con il quale siamo abituati a confrontarci
quotidianamente. Da qui la domanda: ma quanto è lunga la scala geocronologica?.
Se pensiamo che l’uomo popola la terra da circa un paio di milioni di anni,
capiamo subito quanto essi siano ben poca cosa rispetto alla storia del nostro
pianeta... una storia di miliardi e miliardi di anni. Questa semplice
constatazione ci fa capire che tutto quel che ci è stato tramandato da migliaia
di anni attraverso le più diverse forme di comunicazione (architettoniche,
artistiche, testuali, orali, ecc.) siano un piccolissimo tassello della storia
della Terra. Al contrario di tutto questo, le rocce sono splendidi testimoni
del tempo che passa. In esse sono leggibili i processi che hanno portato alla
loro formazione, gli ambienti in cui si sono deposte, i meccanismi che hanno
permesso di renderle visibili sino ai giorni nostri. Questi processi hanno
originato i cambiamenti che viviamo quotidianamente i cui effetti possiamo
comprendere solo in piccola parte avendo un altrettanto piccolo lasso di tempo
per poterli osservare. Se si eccettuano alcune grandi catastrofi (terremoti,
tsunami, frane...), infatti, l’ambiente che ci circonda appare agli occhi
dell’osservatore statico mentre, invece, è il risultato provvisorio di una
serie di trasformazioni avvenute in centinaia di milioni di anni: non è un caso
che sedimenti formatisi in fondali oceanici costituiscano rilevanti catene
montuose.
Recenti
ricostruzioni operate da Alfonso Bosellini, un’autorità indiscussa nel campo
degli studi geologici, permettono di ipotizzare che tra “appena” cinque milioni
di anni, per il continuo avvicinamento di Africa ed Europa, il mare Adriatico
scomparirà per far posto ad una unica regione montuosa costituita dalla
penisola italiana che sarà un tutt’uno con la Croazia, l’Albania e la Grecia.
Resta da vedere se le cose andranno realmente così ma, soprattutto, se l’uomo
sarà spettatore di tali cambiamenti o se si sarà, nel frattempo, estinto. Anche
se è consuetudine ipotizzare che la fine del mondo coinciderà con quella del
genere umano, la lunga storia della terra insegna ben altro per via della
comparsa e scomparsa di generi che l’hanno popolata nel corso dei tempi
geologici.
La
lettura geologica del paesaggio del Salento, quel che tento di fare in questo
lavoro, implica, ovviamente, la ricostruzione degli eventi che lo hanno
generato; una lettura che permette di valutare adeguatamente l’esposizione del
territorio ai rischi naturali, di individuare i numerosi beni naturali e le
georisorse presenti, e il miglior modo per gestirli.
Non
si può costruire un futuro se non si ha una adeguata conoscenza del proprio
passato: in quest’ottica, la
comprensione geologica del territorio diventa tassello indispensabile per la
pianificazione territoriale e per il godimento consapevole del paesaggio.
Con
queste premesse vengono di seguito proposti degli Itinerari che consentono
l’osservazione di esposizioni di particolare interesse geologico. Allo scopo di
semplificarne la lettura e la comprensione, il volume è suddiviso in nove
capitoli legati alle diverse ere geologiche ed agli elementi peculiari del
territorio.
Il
tema del capitolo viene sviscerato per grandi linee inquadrando il contesto
territoriale in quello più ampio del bacino del Mediterraneo. Per ogni capitolo
sono descritti percorsi attinenti al tema affrontato. Ovviamente si tratta di
una semplificazione in quanto i paesaggi non sono mai il risultato di un unico
processo e, soprattutto, si sviluppano in più tempi geologici. (s. m.)
Stefano Margiotta, Salento
da esplorare. 29 itinerari turistici e geologici da percorrere a piedi o in
bici per viaggiare tra baie, cavità, fossili, zone umide, rocce, in un
paesaggio naturalistico ricco di colori modellato nel corso di milioni di anni, Capone Editore, Lecce 2016, ISBN 978-88-8349-215-0;
Formato 14x21 cm, pagine 176, interamente a colori, Euro 15,00
Per acquistare l'e-book: http://digital.casalini.it/9788883492150
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Turismo
lunedì 20 giugno 2016
"L'arte Romanica dell'altra Puglia". Recensione di Claudia Presicce a "Puglia Romanica", apparsa su Nuovo Quotidiano di Puglia di lunedì 3 giugno 2016
L'arte Romanica dell'altra Puglia
Sette itinerari da Bari a Otranto.
Non è solo Barocco l'architettura pugliese e l'editore Capone lo dimostra nella splendida guida ragionata realizzata da Francesco Di Carlo.
di Claudia Presicce
Quando si viaggia in una terra ricca di storia, costruita su strati di civiltà diverse e su culture che hanno incrociato i loro stili nel tempo, non bisogna mai dimenticare che quello che ci si trova di fronte non è mai il segno distinguibile di un solo momento storico (...) continua a leggere cliccando sulla foto
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