mercoledì 21 febbraio 2024

È disponibile "Brigantaggio meridionale (1806 - 1863)" di Tommaso Pedìo




Fu il brigantaggio un movimento politico e reazionario o una rivolta dei diseredati e dei vinti?

È la domanda che si pone Tommaso Pedìo – tra ì più noti ed autorevoli storici del Mezzogiorno – in questo volume che ha il pregio di raccontare fatti ed esaminare documenti con una chiarezza espositiva raramente riscontrabile in chi, per una vita, ha frequentato le aule universitarie.

“Fu movimento politico – scrive Pedìo nell’Introduzione – quando galantuomini e popolani difendono il proprio Paese contro un esercito straniero che, ignorando i più elementari principi del diritto internazionale, muove alla conquista del Mezzogiorno d’Italia; fu rivolta sociale quando i ceti subalterni insorgono contro metodi e sistemi difesi da una classe dirigente che nega ad essi ogni diritto e ne ignora i bisogni e le legittime aspirazioni.

Nel decennio francese e dopo l’Unità, il brigantaggio presenta le medesime caratteristiche soltanto quando degenera nella delinquenza comune. Nelle prime manifestazioni, invece, si differenzia profondamente: è movimento politico nel 1806, rivolta sociale, invece, dopo l’Unità contro antiche e nuove oppressioni di una classe dirigente che difende tenacemente i propri interessi, una classe dirigente che ha accettato un regime politico sol perché questo ha mantenuto inalterate le preesistenti strutture economico-sociali che ad essa consentono, rispetto alle altre classi, posizioni di preminenza nella vita sociale ed economica.

Questi nostri studi – continua Pedìo – ci consentono di individuare nella classe dirigente postunitaria la maggiore responsabile dei mali che ancora oggi tormentano il Mezzogiorno d’Italia”.


Tommaso Pedìo, Brigantaggio meridionale (1806 - 1863), pagine 160, Euro 15,00 - ISBN 978-88-8349-294-5

sabato 27 gennaio 2024

È disponibile "La Puglia nell'Ottocento" di Janet Ross, presentazione di Maria Teresa Ciccarese



IL LIBRO: Il mito delle antichità classiche magnogreche, nei diversi secoli, ha richiamato studiosi di ogni parte dell’Occidente nel Mezzogiorno d’Italia.

Janet Ross ­– personaggio pittoresco, come la definì Mario Praz – scende nel Sud nella seconda metà dell’Ottocento desiderosa di conoscere la terra che fu di Manfredi, uno degli ultimi disgraziati discendenti degli Hohenstaufen...

È il ricordo dello sconfitto di Benevento, infatti, ad accompagnare la scrittrice inglese lungo tutto il grand tour che si svolge da Trani ad Andria, dal Gargano a Bari, da Taranto ad Oria, da Lecce a Otranto, per risalire, poi, verso Manfredonia e Foggia e concludersi, non a caso, a Benevento, città  che ricorda la fine terrena del “bello e biondo” figlio di Federico II.

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LA PRESENTATRICE: MARIA TERESA CICCARESE - CAPONE (31.1. 1944 - 28.1.2021), docente di lettere negli Istituti di istruzione secondaria di 2° grado, ha seguito sin dalla fondazione l’attività editoriale di famiglia.

Ha pubblicato saggi sulla rivista “Rassegna Salentina”; ha fondato nel 1980 la collana “Itinerari Meridionali”, di cui La Puglia nell’Ottocento (La terra di Manfredi) fu il primo volume.

Con la Capone Editore ha pubblicato anche Proverbi Salentini con filastrocche e preghiere. Pillole di saggezza popolare in dialetto leccese (2019) e Terra d’Otranto 1859 - 1861. Gli avvenimenti che precedettero e seguirono l’Unità d’Italia (2022). 

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Janet Ross, La Puglia nell’Ottocento (La terra di Manfredi), presentazione di Maria Teresa Ciccarese, Capone Editore, Lecce 2024, formato 15x21 pagine 346, ISBN 978-88-8349-290-7, euro 18,00



È disponibile "in Puglia" di Ferdinand Gregorovius, a cura di Alessandro Laporta

 





“Gregorovius è un illustre storico tedesco che ha pure fama tra noi, ed è amantissimo dell’Italia, tanto ch’ei si vanta del suo titolo di cittadino romano”, così la stampa dell’epoca salutava le “Passeggiate in Italia” che qui si riproducono in una moderna ristampa nel volume relativo alla Puglia. 
Dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo, aver ricercato nelle sue regioni le tracce di una civiltà non ancora del tutto tramontata, con la
passione apertamente manifestata di rivisitare le glorie dell’età normanno-sveva, Gregorovius approdava in Puglia e realizzava una fra le opere più complete, più affascinanti, più brillanti che l’intera letteratura di viaggi registri, e non solo per il meridione. 
Non è una semplice antologia di belle immagini, di panorami e di monumenti, come ci si potrebbe aspettare da questo genere di reportage bensì un libro di storia elegantemente alternata alla cronaca, una raccolta di osservazioni ancora attuali su genti e paesi di Puglia, una serie di appunti che oscillano tra la indagine antropologica e la denuncia sociale, scritti peraltro con colta raffinatezza e di facile approccio per tutti. Da qui l’attualità di questo genere di testimonianze che non cessano di attrarre la nostra attenzione e di stupirci. 
Gregorovius percorse l’alta Puglia, il Gargano e la terra di Bari, le Murge e il Salento: lo colpirono le cattedrali ed i castelli, le campagne desolate e le piazze affollate, familiarizzò con la gente del sud, volle dare il suo contributo alla nascita di una nuova Italia. Ne viene fuori un inimitabile affresco dei costumi, della natura, dei problemi, della Puglia di un secolo fa con ampi squarci sulla storia più antica, che ne ha certamente condizionato il presente...

Ferdinand Gregorovius, in Puglia, a cura di Alessandro Laporta, Capone Editore, Lecce 2024, formato 15x21, pagine 174 - ISBN 978-88-8349-291-4, euro 15,00