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martedì 28 febbraio 2017

venerdì 7 ottobre 2016

"Pagine di cultura dal Medioevo all'Età moderna", recensione a firma di Dino Levante apparsa su La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 6 ottobre 2016

EDITORIA DUE LIBRI DI PELLICCIO E DICARLO PUBBLICATI DA CAPONE
Pagine di cultura dal Medioevo all'Età moderna
Itinerari nella Puglia romanica e l'Italia fra i Borbone ed i Savoia

di DINO LEVANTE

Dal Medioevo all'Età moderna. Sono i temi delle due novità librarie in casa Capone, in questo autunno che richiama benevolmente alla lettura... (per continuare a leggere clicca sull'articolo in basso)

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lunedì 29 giugno 2015

Nascita del Nuovo Stato tra galantuomini e briganti / / / Recensione di Manlio Triggiani apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno" di domenica 7 giugno 2015


Nascita del Nuovo Stato tra galantuomini e briganti

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Il dibattito sul brigantaggio e su come l'unità d'Italia fu vista nel Mezzogiorno è ancora aperto e si moltiplicano i contributi che offrono spunti e analisi sul tema. Claudio Conti, docente universitario con la passione per la storia dell'Ottocento italiano, ha pubblicato un libro (Briganti e galantuomini. Dai Borbone ai Savoia, Capone Editore, pagine 2016, euro 13,00) nel quale narra la «guerra civile», come la definisce, fra Nord e Sud, e la successiva normalizzazione. Lo fa alla luce di due aspetti: quello militare, caratterizzato da operazioni di efferata violenza che non furono d'aiuto al processo di formazione di uno Stato unitario, e quello politico-sociale, dei «galantuomini», disposti a raggiungere con l'amministrazione sabauda un'intesa, che incise sulla nascita del nuovo Stato e anche sul futuro delle regioni del Sud.

                                            Manlio Triggiani

giovedì 28 maggio 2015

Quelle storie di briganti secondo Claudio Conti, recensione a firma di Dino Levante apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 20 maggio 2015


Quelle storie di briganti
e galantuomini
secondo Claudio Conti
Il volume del saggista edito da Capone
di DINO LEVANTE

Il brigantaggio: un fenomeno singolare, ancora da conoscere a fondo con tutto il suo fascino, le caratteristiche minori, le differenziazioni che gli storici, nel corso degli ultimi decenni, hanno cercato di approfondire attraverso documentazioni e prove fornite dalle fonti archivistiche. Lo stesso periodo, gli stessi protagonisti spesso sono stati descritti in una copiosa produzione letteraria, scaturita dalla fantasia ma sempre connessa a fatti storici realmente accaduti. In questo fortunato filone si inserisce il recente volume del saggista Claudio Conti dal titolo «Briganti e galantuomini. Dai Borbone ai Savoia» (Capone Editore, 216 pagine, 13 euro).
Sullo sfondo una guerra civile, per decenni ignorata dalla storia ufficiale: quella cosiddetta del «brigantaggio meridionale», che Conti descrive da due punti di vista particolari. Quello militare, caratterizzato spesso da una ferocia inutile e soprattutto da una inadeguatezza del comando, che lascia facilmente presagire i disastri del 1866. Poi, c’è l’aspetto politico-sociale, che privilegia (a differenza di altri romanzi ambientati nel medesimo contesto storico) il ruolo dei «galantuomini» e il patto sottoscritto con l’amministrazione piemontese. Un accordo destinato a incidere sulla successiva evoluzione delle regioni meridionali, ma anche sugli esiti del processo di formazione dello Stato unitario.
È questo il quadro in cui si svolge il difficile percorso verso l’età adulta del protagonista, che dolorosamente e con fatica matura la consapevolezza dei propri mezzi e la capacità di orientare autonomamente il proprio destino. Il brigantaggio non si può identificare soltanto con quella forma di banditismo caratterizzata da azioni violente a scopo di rapina ed estorsione; in diverse circostanze assume risvolti insurrezionalisti politico-sociali. La guerra che ha opposto i briganti al neonato esercito italiano, contadini senza terra a latifondisti, costituisce l’intelaiatura del romanzo. Il resto è da leggere.



venerdì 6 marzo 2015

RECENSIONI / / / Due recensioni a firma di Manlio Triggiani apparse su "La Gazzetta del Mezzogiorno"


Misteri, storie e leggende dell'antica Terra di Puglia
Le storie, le fiabe, i racconti, sono la dimensione interiore di una comunità, rimandano a una lettura del modo di vivere e di pensare di una intera realtà sociale e per questo, un tempo, attorno al camino, nelle campagne come nelle città, si racontava ai bambini questa specie di "grammatica della fantasia" che erano le storie ricche di un senso profondo dell'identità del luogo. Adesso, Antonio Mele, scrittore, giornalista e disegnatore galatinese che vive a Roma, ha dato alle stampe un libro (Misteri, prodigi e fantasie in terra di Puglia, Capone Ed. pagg 144, € 10,00) nel quale ripropone, a distanza di tempo, quarantasette leggende e storie di tutta la Puglia, ormai poco note, che narrano il mito, le leggende e anche i piccoli e gustosi "cunti" di una terra antica, profonda, che parlano di amore, streghe, miracoli, santi e folletti. (domenica  1 marzo 2015)
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Viaggio tra fate e leggende nell'antico Salento magico
Folletti, streghe, sirene, orchi, superstizioni, leggende, viaggi immaginari e il morso della tarantola: attraverso racconti, fiabe, documenti secolari, Federico Capone, studioso di antropologia culturale, ricercatore di musica e tradizioni di Terra d'Otranto, ricostruisce (Viaggio nel Salento magico, Capone Editore; pagg 143, € 10,00) una interessante geografia mitica avvalendosi di stralci di libri e manoscritti dall'antichità ad oggi. Compone, così, il sapere ancestrale della Terra d'Otranto, dove si è stratificato nel tempo una conoscenza fatta di Tradizione locale e acquisizioni di altri popoli. Le testimonianze vanno dal II sec. a. C. (le narrazioni di Nicandro di Colofone) fino al XIX secolo con le leggende raccolte da Giuseppe Morosi nella Grecìa Salentina e usi, superstizioni, credenze registrati nei secoli dagli storici salentini. (domenica 8 febbraio 2015)

domenica 8 giugno 2014

"LO SCRIVO IO" / / / Intervista a firma di Giuseppe Pascali apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 13 maggio 2014


L'editore Lorenzo Capone
premierà dodici studenti

di Giuseppe Pascali

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Dalla cartografia storica alle guide turistiche all’etnomusicologia.
Un panorama di sapere e di buone letture quello offerto dal catalogo di Capone Editore, la casa editrice con sede sulla provinciale Lecce-Cavallino dai cui tipi ogni anno escono alcuni dei migliori libri d’Italia e che, anche in questa edizione, torna ad essere al fianco del Concorso «Lo scrivo io».
Una presenza ormai istituzionale quella di Capone Editore, presente sin dalla prima edizione dell’iniziativa siglata da «La Gazzetta del Mezzogiorno» (cioè da ben diciotto anni), ribadita anche questa volta con dodici ricchi pacchi libro.
«Siamo convinti che leggere, scrivere e parlare sono tre aspetti di un processo, quello comunicativo, che oggi più di prima riveste un ruolo fondamentale per la nostra società», spiega il dottor Lorenzo Capone, editore e giornalista e conoscitore del mondo dei giovani per essere stato insegnante di Lettere.
«Se a questo - prosegue il fondatore dell’omonima Casa editrice - si aggiunge che non si può scrivere senza aver letto e analizzato, discusso, verificato le informazioni recuperate, si comprende ancora meglio come non si possa non essere vicini allo spirito dell’iniziativa. Noi siamo una casa
editrice che crede in questi progetti e nelle potenzialità comunicative di ogni giovane studente». La Capone Editore, fondata nel 1980, pubblica libri legati alla storia del Mezzogiorno e all’area mediterranea, riservando notevole spazio alla pubblicazione di volumi di storia antica, archeologia, cartografia e ai rapporti tra l’Italia e le civiltà mediorientali.
Notevole in questi ultimi anni l’attenzione riservata alla pubblicazione di guide turistiche in lingua italiana e straniera su molte città e significativi monumenti storico-artistici della Puglia e dell’Italia centro-mer i d i o n a l e.
Tra le novità la ristampa anastatica del volume di Alba Medea, «Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi» (tomo I), un libro pubblicato per la prima volta nel 1939, e «Viaggio nel Salento magico» di Federico Capone, dove si racconta di folletti e streghe, di fate, orchi e sirene, del venefico morso della tarantola, di fatti di vita quotidiana, di usi, di costumi e di superstizioni, con fiabe e
f i l a s t ro c ch e.
«Scrivere, come parlare, non è cosa semplice – aggiunge il dottor Capone - I ragazzi, per imparare, devono essere stimolati a queste attività fin da giovane età. Così come per la lettura: io credo che non ci siano libri “c at t iv i ”, ma ogni libro ha un proprio valore ed è portatore di un messaggio.
Se così non fosse non avrebbe senso scriverlo e nessun altro senso leggerlo».