giovedì 20 novembre 2014

IL "PRIMATO" DEL REGNO DELLE DUE SICILIE / / / Recensione di Dario Fasano apparsa sul "Corriere del Mezzogiorno" del 18/XI/2014

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COMPARE MI VENDI UNA SCARPA / / / Recensione di Marcello Buttazzo apparsa su "Spagine della domenica"

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COMPARE MI VENDI UNA SCARPA / / / Recensione di Giuliana Giuliana Coppola apparsa su "Spagine della domenica" n. 45

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COMPARE MI VENDI UNA SCARPA? / / / Recensione a firma di Raffaella Verdesca


“Le acque cristalline dei ricordi”
-Un tuffo con Rocco Boccadamo
   

Nell’opera letteraria di Rocco Boccadamo dal titolo “Compare, mi vendi una scarpa?” è entusiasmante per il lettore saltare a piedi nudi da una storia all’altra.
Si tratta di sentieri che partono dal presente e ripercorrono il passato senza incertezze, mappe tracciate con cura da una scrittura elegante, tanto semplice nei contenuti quanto ricercata nella tessitura della forma.
Inutile in questo cammino la discriminante delle calzature allo stesso modo di quella delle classi sociali e dei luoghi comuni, visto che lo scrittore offre a tutti i presenti un emozionante viaggio di ritorno alle origini attraverso la riscoperta di un Salento puro nei legami, mentre agli assenti regala un biglietto di andata, a bordo della memoria, verso il Salento di oggi. Splendida azione di marketing a beneficio della nostalgia di chi scrive, della conoscenza di chi legge e dell’onore di chi manca.
Sfilano nelle pagine suggestivi episodi di vita filtrati dalla testimonianza diretta di Boccadamo, ed è singolare vederli associati ai nomi appuntati e ai soprannomi per intero di personaggi antichi, spesso parenti e amici, che della dignità e dell’ingegno fecero baluardo utile a non identificare più la società contadina nello stallo di ogni individualità fattiva, ma a riscoprirla come individualità armonica e sociale.
‘Il ragazzo di ieri’, come ama definirsi il nostro autore, ritorna più volte col pensiero alla culla del suo divenire, il paesino natio di Marittima con le sue scogliere degradanti verso il mare, i Serriti, la vicina Castro con via Frasciule, Largo Campurra e l’amato rione dell’Ariacorte, luogo votato all’incontro e al confronto, per inclinazione naturale, di ogni generazione: “Si conosceva tutto di tutti”, scrive Rocco, e non certo per semplice gossip ma per interesse dettato dal sentimento.
Chiaro l’intento di Boccadamo: niente deve passare nel dimenticatoio, a cominciare dagli antichi mestieri e attività tradizionali per finire ai riti religiosi dei piccoli borghi del Salento del Sud.
Ed è favola, ed è vita.
Chi è costretto alla lontananza dalla propria terra per lavoro o per qualsivoglia motivo sa bene come l’affinamento dei ricordi sia uno dei pochi rimedi efficaci contro il dolore dell’assenza, la sola consolazione allo strappo dagli affetti più cari.
Tutto si ricompone e torna a vivere nella potente magia della memoria, tutto si trasfigura nella delicatezza della poesia che nasce da colori e profumi familiari.     
Esistono terre che non sai e terre che ti porti dentro come cellule dell’anima.
Non occorre un testo di ‘Anatomia umana’ per andare a scovarle, né un brevetto da sub per scendere in profondità e recuperarne la memoria, basta solo lasciarsi guidare da chi è diventato uomo grazie all’esempio delle persone, ovvero attraverso il massimo livello della scala dei valori, a detta di Boccadamo stesso, il ‘ragazzo di ieri’ e il gentiluomo di oggi.
La nobiltà d’animo del nostro autore e quella sua ironia macchiata di malinconia rendono cristallini i ricordi allo stesso modo del suo mare, mare amato di Castro, mare dei Serriti, dei Porticelli, mare che perfino l’imponente carrubo nel giardino di casa riconosce amico e fratello.
Compare Rocco, ci concedi un tuffo?


Raffaella Verdesca

martedì 21 ottobre 2014

IL "PRIMATO" DEL REGNO DELLE DUE SICILIE / / / "Il 'primato' del Regno delle Due Sicilie", di José Mottola, con postfazioni di Alessandro Barbero e Gianfranco Liberati, presto disponibile in libreria


Capone Editore
Via prov.le Lecce-Cavallino Km 1,250 - 73100 Lecce
Telefono: 0832611877 - email: caponeeditore@libero.it


COMUNICATO STAMPA


Imminente in libreria, Il “primato” del Regno delle Due Sicilie, di José Mottola, con Postfazioni di Alessandro Barbero e Gianfranco Liberati

IL LIBRO
Oltre mezzo secolo fa si affacciarono nella narrativa e pubblicistica del Mezzogiorno i “primati del Regno di Napoli“, dalla prima ferrovia italiana alla prima nave a vapore, passando per il primo ponte sospeso in ferro. Negli ultimi anni la tematica si è ampliata fino ad abbracciare la tesi della prosperità del Sud sotto l’Antico Regime, sostenuta  da diverse voci, per lo più fuori o contro la storiografia tradizionale.
Questo libro indaga sui primati rivendicati,  esaminando aspetti fondamentali del Mezzogiorno prima dell’Unità ­ – dalla politica all’economia, dallo spirito pubblico all’istruzione – e, alla luce del pensiero meridionalista risalente a Francesco Saverio Nitti, mette a fuoco le criticità post-unitarie denunziate in relazione ad emigrazione e brigantaggio sulla falsariga dell’asserito dilemma inflitto alle popolazioni meridionali: “Briganti o emigranti”.
L’autore segnala infine facce attuali della poliedrica questione meridionale, alcune delle quali  presentatesi come parte della soluzione anziché del problema.

L'AUTORE
José Mottola, autore di diversi saggi storici e biografici ancorati alle vicende del Mezzogiorno in età tardo-moderna e contemporanea, ha pubblicato per lo stesso editore Fanti e briganti nel Sud dopo l’Unità (2012).


José Mottola, Il “primato” del Regno delle Due Sicilie, con Postfazioni di Alessandro Barbero e Gianfranco Liberati, pagine 160, € 13,00 - ISBN 978-88-8349-194-1

martedì 23 settembre 2014

PUGLIA BAROCCA / / / Recensione apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 27 settembre 2014, a firma di Pasquale Tempesta


CHE SUD FA
UNO STUDIO DI MARIO CAZZATO
Di Pasquale Tempesta

Barocco pugliese
Barocco, un patrimonio da salvare. Non soltanto nel Leccese ma in tutta la regione, dove non mancano esemplari notevoli di costruzioni, civili e religiose, realizzate in questo «trionfale» stile architettonico affermatosi in particolare a partire dal Seicento. A sottolinearlo è Mario Cazzato, autore di un centinaio fra libri, guide e saggi sull’argomento, con il volume Puglia barocca (Capone Editore, pagine 136, € 18,00) che rappresenta una vera e propria rassegna delle costruzioni realizzate, appunto in questo stile da molti ritenuto fin troppo ampolloso e magniloquente, ma che ha un suo particolare fascino.
Ovviamente, nulla e nessuno possono contestare a Lecce un patrimonio ed un primato che sono nei fatti. Tuttavia – come osserva l’autore ­– esemplari notevoli di questo stile architettonico non mancano nell’intera Puglia. Accanto a quelli di Lecce, vanno infatti citati esemplari insigni come la cattedrale di Gallipoli, la chiesa di San Domenico in Nardò, e altri edifici, religiosi e non, a Galatone, a Corigliano. Rimanendo sempre nel Salento, ma spostandosi nelle vicine province di Brindisi e Taranto, occorre soffermarsi su esemplari edifici dei capoluoghi, ed ancora su quelli di Martina Franca, Castellaneta, Francavilla Fontana e via di seguito.
Anche se è opportuno sottolineare il fenomeno di quella che alcuni hanno definito la prima «riscossa antibarocca», caratterizzata da un vero e proprio «ripensamento» intellettuale, culturale e architettonico del puro stile rococò.
Fenomeno questo ancor più accentuato in Terra di Bari e nel Foggiano dove va sviluppandosi la «moda» (si fa per dire) delle guglie barocche in onore dei santi o in ricordo di eventi particolari con splendidi esemplari in tutta la regione. Segnalabili, fra gli altri, quelli di Mola (Palazzo Alberotanza); di Bitonto (un altare nella Chiesa di San Gaetano e la guglia dell’Immacolata); di Monopoli (la cattedrale); di Bari, il Seminario. Per quanto riguarda la Capitanata, si può addirittura parlare del cosiddetto «tardo barocco» in cui all’ispirazione architettonica iniziale si aggiunge uno slancio evolutivo, segno di una renovatio, un cambiamento stilistico epocale ormai non più rinviabile.