martedì 15 febbraio 2011

Bizantini in Terra d’Otranto. San Nicola di Casole, di Cesare Daquino (Capone Editore, pagine 168, € 15,00)


Il libro. A seguito della Guerra greco-gotica (535-553) combattuta in Italia tra Bizantini e Ostrogoti, l’imperatore d’Oriente Giustiniano emanò nel 554 la famosa Prammatica Sanzione:l’Italia diventava una provincia dell’Impero Romano d’Oriente. Per più di mezzo millennio la civiltà bizantina penetrò in ogni settore della vita e della cultura nella nostra penisola permeandone spiritualità e comportamenti.
Fra tutti i territori italici il Salento fu di sicuro il più “bizantino”, ovvero quello che in maniera più autentica assimilò fin nella stessa dimensione ontologica i valori e le idealità più profonde del vicino Oriente;né poteva essere altrimenti, soprattutto se si considera la posizione geograficamente strategica dell’antica Messapia nel cuore del Mediterraneo, ponte tra Occidente e Oriente, crocevia di tutti i passaggi e le rotte percorribili nel mondo allora conosciuto.
E quando poi in Italia piombarono popoli stranieri e i Normanni completarono nel 1071 la conquista dell’intero Mezzogiorno, ancora per secoli -ancora per oltre mezzo millennio- la civiltà bizantina continuò comunque ad esercitare fortemente la propria influenza nel Salento:Graecia capta cepit Romam si disse all’indomani del 146 a. C., lo stesso destino si ripeteva per la civiltà bizantina in Terra d’Otranto.
In questa azione gloriosa -inizialmente di irradiazione della cultura greca nel nostro territorio, successivamente di resistenza della stessa contro l’incalzare inesorabile della civiltà latina- il monastero di S. Nicola di Casole costituì l’unico vero polo, il solo punto autorevole di riferimento.
Anche dopo il 1480 -anno in cui i cavalieri dell’Islam consumarono la strage di Otranto- l’Umanesimo di Casole, reso ancor più ricco e prezioso dall’opera dei vari papas e di numerose famiglie impegnate nella difesa del rito greco in provincia di Otranto, continuò per intere generazioni.
Questo libro è la storia di Casole, dalla sua fondazione alla distruzione del 1480 fino ai successivi tentativi di disperata rinascita, è il racconto di secoli di vita vissuti tra fede e cultura, è la descrizione di una regola monastica che tutto esigeva dai suoi figli in cambio della felicità celeste, è -infine- la documentata testimonianza di una operosità i cui effetti varcarono i confini della Puglia per raggiungere terre lontane e spaziare nell’intera area dell’antica Magna Grecia.

L’autore. Cesare Daquino è nato a Morciano di Leuca (Lecce) nel 1946. È preside incaricato nella Scuola Media. Da un lavoro di scavo sui fenomeni più significativi della cultura salentina sono apparsi in volume Morciano di Leuca (1988), Barbarano (1989), IMessapi e Vereto (1991), La Guida di Leuca (1993), Masserie del Salento (1994), Guida alle Masserie del Salento (1999), IMessapi. Il Salento prima di Roma (1999), curati dall’editore Capone di Cavallino (Lecce).
Su Angelo Thio, averroista morcianese del sec. XVI, ha pubblicato Angelo Thio filosofo “apulo” del XVI sec. nella Rivista “Idee”(Micella, Lecce 1988) e Angelo Thio. L’oggetto della logica (Maglie 1991).

È di nuovo disponibile Bizantini in Terra d’Otranto. San Nicola di Casole, di Cesare Daquino (Capone Editore, pagine 168, € 15,00).
ISBN: 978-88-8349-0170.

domenica 16 gennaio 2011

Lorenzo Capone - I luoghi dell'archeologia

Il volume racconta, con agili schede e significative fotografie, di alcuni siti archeologici magnogreci e romani presenti nell’Italia meridionale continentale. Si tratta di luoghi che, nonostante siano ancora oggetto di studio, sono da molto tempo meta di milioni di visitatori che amano sapere del grado di civiltà raggiunto da quei popoli che duemila anni addietro, e anche prima, abitarono il Sud.

Nel libro, Pompei, Ercolano e Paestum, indiscussi luoghi di frequentazione di legioni di curiosi, la fanno da padrone, ma non poco spazio è riservato, ovviamente, sia alle poleis magnogreche (Metaponto, Siris/Eraclea, Sibari, Taranto) che alle città romane (Aeclanum, Grumentum, Saepinum) con i loro davvero sorprendenti resti monumentali.

La Puglia, la regione che le antiche popolazioni illiriche e greche incontravano per prima nei loro spostamenti verso Occidente, occupa, ma non a caso, la parte introduttiva del volume. E si parla di Roca, la cittadina a nord di Otranto, che sta riservando notevoli sorprese alla ricerca archeologica, sorprese che dimostrano della frequentazione micenea del suo porto; della messapica Manduria, sotto le cui mura fu ucciso Archidamo, re di Sparta, venuto in Puglia per dare una mano a Taranto; di Egnazia e di Brindisi, i porti dai quali partivano le legioni romane alla conquista dell’Oriente; di Canosa, la città peuceta che con il ricco materiale fittile e con gli ori e le ambre venuti alla luce dalle tombe ipogeiche delle grandi famiglie locali ci dicono della ricchezza del luogo, crocevia di strade che collegavano l’Adriatico con il Tirreno, Otranto con Roma.

Il volume, con una scrittura scorrevole e immediata, senza indulgere a tecnicismi, si rivolge ad un pubblico che ha curiosità di conoscere quel che era il Sud delle prime popolazioni italiche, dei magnogreci, insediatisi a partire dall’VIII sec. a. C., e dei romani che, nel III. a. C., con la loro ben oleata macchina da guerra sottomisero l’intero Mezzogiorno.

Lorenzo Capone, "I luoghi dell'archeologia. Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise", Capone Editore, 2011

Il volume, cartonato, formato cm 17 x 24, pagine 144 pagine, interamente a colori, è posto in vendita a Euro 20,00

mercoledì 29 dicembre 2010

Novità in libreria. Storie di Terre di Sole di Silvano Trevisani



È disponibile in libreria l’ultima pubblicazione di Silvano Trevisani, Storie di terre di Sole, Capone Editore, Lecce 2010


IL LIBRO

Storie di Terre di sole. Misteri, malombre e prodigi nei racconti popolari del Sud è la riproposizione, rivista, ampliata e modificata per una maggiore completezza narrativa, di una raccolta di testi apparsa nel 1987 introdotta da Donato Valli.

I racconti popolari, è convinzione dell’autore, rappresentano uno degli itinerari alla riscoperta di quel grande patrimonio di memorie, avvenimenti, credenze, princìpi che hanno percorso la vita delle generazioni che ci hanno preceduto.

Partendo da questa convinzione, l’autore tira fuori un bel volume che “nella struttura narrativa- avverte nella premessa - si muove su due binari: il fil rouge, rappresentato dalla vicenda di un ragazzo, Tommaso, costretto a emigrare agli inizi degli anni Sessanta, epigono di una lunga schiera di emigranti, insieme alla famiglia, e i racconti che rappresentano, per lui, il legame emozionale con la terra in cui ha lasciato gli affetti e gli amici”.

Tommaso rappresenta e interpreta le emozioni di un giovane del Sud costretto a interrompere il rapporto con le sue radici, che sono parte integrante del suo essere, e lo fa raccogliendo i racconti che, con il loro portato immaginifico, sono un patrimonio spirituale che identifica ed esprime le tensioni, i sogni, le paure che legano passato e futuro.

I racconti popolari, a differenza delle fiabe, fanno espresso riferimento ad avvenimenti accreditati come realmente accaduti. Quelli proposti sono stati selezionati tra i più suggestivi tramandati dalle comunità del Sud e, in maniera più specifica, della Puglia.

L’AUTORE
Giornalista professionista, Silvano Trevisani, laureato in filosofia, è redattore capo e responsabile dei servizi culturali del “Corriere del giorno”.

Ha all’attivo numerose pubblicazioni di narrativa, di poesia e di saggistica.

Per la Capone Editore ha pubblicato due edizioni della Guida di Taranto (1995 e 2008), Viaggio nella Puglia archeologica (2001), Borboni e briganti (2002), La Puglia dei Santi. I luoghi di culto, i riti, i monumenti (2006), 50 anni di impegno sociale. Enzo Giase sindacalista del Sud (2009).

sabato 27 novembre 2010

NOVITÀ: "Splendida Lecce" di Mario De Marco - disponibile dal 1 dicembre 2010

Capone Editore
Mario De Marco, Splendida Lecce

Disponibile dal primo dicembre



Il libro: La storia e le bellezze artistiche e architettoniche, narrate con agile sintesi, sostanziano questo volume, ricco di immagini che vieppiù documentano gli aspetti caratteristici della città, di una Splendida Lecce da tutti riconosciuta ineguagliabile per i suoi tanti monumenti civili e religiosi, ove nei secoli diverse civiltà (romana, medioevale, rinascimentale, barocca, rococò, neo-classica e liberty) hanno lasciato traccia indelebile.

Ancora una volta Mario De Marco, coniugando il rigore scientifico della ricerca con l'intento divulgativo, ha reso accattivante la lettura del testo, realizzato con metodo pluridisciplinare ed esposto con immediatezza linguistica, avendo inoltre saputo collegare le vicende leccesi con quelle più ampie della provincia, della regione e d'Italia.

Un altro contributo, quindi, per conoscere ed amare una città inequivocabilmente splendida, ricca di storia, di arte e di civiltà.

L'Autore: Nato a Novoli (Le) il 30 aprile del 1946, Mario De Marco risiede a Lecce da oltre cinquant'anni.

Laureato in Filosofia, ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei Classici.

Giornalista pubblicista, ha diretto le riviste "Rassegna salentina", "Artigianarte", "Presenza e memoria" e "Lu Lampiune". Ha collaborato e collabora con diversi giornali e riviste.

Noto critico d'arte, ha pubblicato vari saggi filosofici, dedicati, tra gli altri, a Platone, Aristotele, Jacopo Zabarella, Ortega y Gasset, Francesco Scarpa. Kierkegaard e Nietzsche. La sua produzione più nota riguarda gli studi storici inerenti le vicende pugliesi, salentine e leccesi in particolare, a cui ha dedicato numerosi volumi.

Ha curato le riedizioni delle opere di Peregrino Scardino, Luigi Maggiulli, Martin Shaw Briggs e Giulio Cesare Infantino.


Caratteristiche tecniche:

Mario De Marco, Splendida Lecce, Capone Editore, Lecce 2010.
Formato 21x29,7 cm circa, interamente a colori, cartonato con sovraccoperta, pagine 112, € 30,00. Isbn: 978-88-8349-137-5.

Per info e prenotazioni: Email: caponeeditore@libero.it info@caponeditore.it

Tel e fax: 0832611877
Online: www.caponeditore.blogspot.com www.myspace.com/caponeditore
www.caponeditore.it

lunedì 8 novembre 2010

"Sud. Storie di lazzari, sanfedisti, briganti e separatisti" di Orazio Ferrara

Orazio Ferrara
Sud
Storie di lazzari, sanfedisti, briganti e separatisti

prefazione di Valentino Romano

L'AUTORE Orazio Ferrara (1948), nato a Pantelleria (Tp), vive a Sarno in provincia di Salerno. Già responsabile della Biblioteca Comunale della Città di Sarno, scrittore e saggista ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Parole sudiste, d'amore e altre ancora (1978), Arcaiche radici e diafane presenze (1995), Viva 'o Rre. Episodi dimenticati della borbonica guerra per bande (1997, vincitore 2° posto saggistica politica del Premio Internazionale Letterario Tito Casini di Firenze Ed. 1997), Il Celeste Patrono della Gente di Mare. San Francesco da Paola (1997), Solo Coraggio. Storie di italiani in guerra (2009).

Collabora a diverse riviste a diffusione nazionale quali "L'Alfiere", "Due Sicilie", "Storia in Rete", "Agorà", "Storia del Novecento", "Eserciti nella Storia", "Aerei nella Storia", "2a Guerra Mondiale / Battaglie uomini e mezzi", "Santini & Similia", "Cronache medievali".

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IL LIBRO La tormentata storia del Sud negli ultimi due secoli, rivisitata attraverso episodi-simbolo dimenticati, o peggio manipolati, dalla storiografia ufficiale. Dagli intrepidi lazzari napoletani che rifiutarono una "repubblica" imposta sulla punta delle baionette francesi, alla lunga marcia della "guerra di liberazione" del cardinal Ruffo, alla romantica e tragica figura del Sergente Romano capobanda legittimista in terra di Puglia. Dai separatisti dell'EVIS in difesa della "sicilianità", alla rivolta di Reggio Calabria contro il "sistema" del malgoverno e dell'emigrazione. Insomma storie controcorrente di lazzari, sanfedisti, legittimisti, separatisti e boiachimolla, nomi diversi in momenti diversi, ma sempre di meridionali pervasi da quell'ansia ancestrale di salvaguardare la propria specificità, le proprie radici, pur nel solco della più grande Nazione italiana di cui si sentivano comunque parte. Ma gli eredi di chi si è "piccato" di fare l'Italia in un certo modo hanno condannato, senza appello, quei meridionali e le loro storie alla damnatio memoriae collettiva. Fin quando non sarà rimosso questo autentico macigno culturale e quindi non si avrà una storia nazionale condivisa, sarà sempre insincero il "fratelli d'Italia".

Alla rimozione di questo macigno il libro vuole dare un contributo.

§

LA COLLANA Carte scoperte, storie e controstorie ripropone testi storici e opere di narrativa; ospita saggi canonici e in controtendenza; accoglie approfondimenti, sfumature e ipotesi alternative; dà voce ad episodi e personaggi locali, nella convinzione che la Storia "maggiore" altro non sia se non l'insieme e il prodotto di tante storie "minori".

Nella stessa collana:

Gianni Custodero, Il mistero del brigante
Alexandre Dumas, Cento anni di brigantaggio nelle province meridionali d'Italia
Valentino Romano, Nacquero contadini, morirono briganti

Indice dell'opera
I Lazzari e la difesa della Napoletanità; Le tre giornate di Napoli del 1799; L'insorgenza in una cittadina del Principato Citra; L'insorgenza di Lauro e del suo Vallo; La lunga marcia del cardinale Ruffo; …e Sant'Antonio bastonò San Gennaro; Il Sergente Romano. Un capobanda legittimista in terra di Puglia; La Sicilia nel Vento del Sud; Formidabili quei giorni per Reggio Capoluogo.

Info: 0832611877 (tel. e fax)
Mail to: info@caponeditore.it
Online: www.caponeditore.blogspot.com

Sud.Storie di lazzari, sanfedisti, briganti e separatisti (Capone Editore)
prefazione di Valentino Romano

È disponibile il volume di Orazio Ferrara, Sud. Storie di lazzari, sanfedisti, briganti e separatisti, con prefazione di Valentino Romano, Capone Editore, Lecce 2010.

F.to 15x21, Pag 160, € 12,00. ISBN: 978-88-8349-136-8

mercoledì 3 novembre 2010

"Puglia archeologica" di Lorenzo Capone



Sin dalla notte dei tempi l’uomo ha lasciato notevoli segni in Puglia.
Dalle orme di elefanti presenti sulle Murge e sul Gargano all’”uomo di Altamura” e alla “donna di Ostuni” col feto in grembo, dai manufatti del Paleolitico delle grotte Romanelli e Paglicci alle pitture parietali e ai materiali del Neolitico della grotta dei Cervi fino ai numerosi monumenti megalitici, tutto è dimostrazione di come sia molto antica la nostra storia.
E tutto questo prima dell’arrivo delle popolazioni dell’altra sponda, che frequentarono la Puglia sin dal XIII sec. a. C. e che, poi, stanziatesi in tempi più recenti, diedero vita alla Daunia, alla Peucezia e alla Messapia (realtà geopolitiche che non permisero ai coloni greci di fondare città, se si esclude la polis di Taranto) e dei Romani che, nel III sec. a. C., con la loro potente macchina da guerra, conquistarono tutta la Puglia.
Con chiarezza di linguaggio, lontano dai tecnicismi, in modo semplice ed immediato, l’autore, utilizzando le fonti letterarie e i risultati delle indagini archeologiche, accompagnandosi ad un ricco apparato fotografico da lui stesso realizzato, racconta la regione dalla preistoria alla presenza romana.

Puglia archeologica, Lorenzo Capone - 2008, 136 pagine, €20,00