lunedì 27 giugno 2022

"Il Grande Salento insolito e misterioso" di Alessandro Romano presto disponibile in libreria

Sarà presto disponibile in libreria "Il Grande Salento insolito e misterioso" di Alessandro Romano.






Alessandro Romano, Il Grande Salento insolito e misterioso,112 pagine, interamente illustrato a colori, f.to 14x21 cm




venerdì 10 giugno 2022

"Leucàsia, the Legend" di Carlo Stasi è disponibile in libreria, in italiano con testo a fronte in inglese

 "Leucàsia, the Legend"

di Carlo Stasi è disponibile in libreria,

in italiano con testo a fronte in inglese




    La storia di Leucàsia, Arìstula e Melìsso, creata nel 1992 dalla fantasia di Carlo Stasi ed erroneamente ritenuta una leggenda “popolare”, ha fatto il giro del mondo ed ha avuto numerosi tentativi di imitazione. Dopo sei edizioni viene qui riproposta nella sua versione integrale con testo inglese a fronte per condurvi alla scoperta di una terra mitica ed affascinante: il Salento.

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The story of Leucàsia, Arìstula and Melìsso, created by Carlo Stasi’s imagination in 1992 and mistakenly considered a “popular” legend, has been around the world and has had several attempts at imitation. After six editions it is re-proposed here in its full version with English translation parallel text to lead you to the discovery of a mythical and fascinating land: Salento.



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Carlo Stasi (1960) poeta, scrittore e saggista di Acquarica del Capo (Lecce) ha pubblicato Poesie (1981), La Speranza (ricerche poetiche) (1984), Leucàsia (racconti, disegni e poesie)  (1993, 1996, 2001), Danza dei 7 pensieri (2001), Leucàsia e le Due Sorelle. Storie e leggende del Salento (2008, 2012), Sono nato cantando… tra due mari (radici e canto nella poetica di Franco Simone cantautore salentino) (2016), Otranto nel mondo (dal “Castello” di Walpole al “Barone” di Voltaire) (2018), Dizionario Enciclopedico dei Salentini (2 voll.) (2018), Verso …il Futuro (Poesia Visiva: 1980-2020) (2021). 


Carlo Stasi (1960) poet, writer and essayist from Acquarica del Capo (Lecce) has published Poesie (1981), La Speranza (poetic researches) (1984), Leucàsia (short stories, drawings and poems) (1993, 1996, 2001), Dance of 7 thoughts (2001), Leucàsia and the Two Sisters. Stories and legends of Salento (2008, 2012), I was born singing... between two seas (roots and song in the poetics of Franco Simone singer-songwriter from Salento) (2016), Otranto in the world (from Walpole’s “Castle” to Voltaire’s “Baron”) (2018), Encyclopedic Dictionary of Salentini (2 vols.)(2018), Towards… the Future (Visual Poetry: 1980-2020) (2021).


martedì 3 maggio 2022

"Storie dal Salento. Tetino Thre Sordi e altri racconti" di Carlo Petrachi è disponibile in libreria

Storie dal Salento. Tetino Thre Sordi e altri racconti di Carlo Petrachi è disponibile in libreria










Un’umanità quasi dimenticata, con i suoi pregi ed i suoi limiti, è al centro di una serie di racconti a più voci che ha come sfondo l’incomparabile scenario del Salento antico, un mondo molto caro all’Autore per i tanti valori che è riuscito a conservare.

Talora la narrativa, che è opera di fantasia, può nascondere verità scomode, e a volte accade che si trovi più verità nelle Storie inventate che nella Storia documentata.

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Carlo Petrachi è nato a Melendugno (Lecce) il 16 marzo 1948. Già maestro elementare, si è sempre dedicato alla ricerca di scritti riguardanti il proprio territorio, scoprendo autori spesso dimenticati o addirittura inediti.

È autore di articoli e saggi di storia e cultura meridionale apparsi in diverse pubblicazioni.

Rina Durante lo ha definito «un narratore che restituisce dignità al racconto.»

È autore di diversi volumi, fra questi La spada dai raggi di luna (Livi Editore, Fermo 1998), Salentitudine mare mistero magia (Ed. Il Raggio Verde, Lecce 2017) e Racconti dal Salento (Capone Editore, Lecce 2018).

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Carlo Petrachi, Storie dal Salento. Tetino Thre Sordi e altri racconti, Capone Editore, Lecce 2022, f.to 15x21, 140 pagine, euro 14,00

martedì 19 aprile 2022

"Processo a Crocco, generale dei briganti" di Valentino Romano è disponibile in libreria

 

"Processo a Crocco, generale dei briganti"
di Valentino Romano











Potenza, Corte d’Assise, 1872: si celebra il processo a Crocco, generale dei briganti.  

Può essere il processo al brigantaggio tutto, ai suoi mandanti e alle cause che lo generarono; si può, insomma, cominciare a fare finalmente piena luce su un decennio di lotte e passioni, di torbide manovre e di inconfessati giochi anche internazionali che hanno insanguinato l’alba della Nuova Italia.

Sarà così? L’impressione che si ricava scorrendo l’intero fascicolo processuale e, soprattutto, la puntigliosa e obiettiva cronaca a stampa del Risorgimento Lucano è quella di un processo monco, mirante unicamente a chiudere il prima possibile un periodo controverso della nostra difficile unificazione, un periodo da cui liberarsene rimuovendolo dalla memoria collettiva della Nazione. È il primo di una lunga (e, ancora oggi non esaurita) sequela di “processi eccellenti” nei quali la parola d’ordine è “ nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Carmine Crocco, Donatelli, pastore di Rionero (Rionero in Vulture, 1830 - Portoferraio,1905) legò il suo nome al “grande brigantaggio” che infiammò le terre meridionali nel decennio 1860-1870. Ardimentoso quanto pochi e dotato di acume e perizia militari non comuni, tenne a lungo in scacco le forze regolari dell’esercito italiano, combattendo in campo aperto, applicando raffinate tecniche di guerriglia: al suo seguito centinaia di contadini invasero paesi e villaggi, depredando, incendiando e consumando vendette; conquistato sul campo il titolo di “generale dei briganti”, rappresentò – allo stesso tempo – le speranze dei cafoni e i timori delle classi egemoni. Finì, malinconicamente, i suoi giorni in un bagno penale, entrando nella cronaca criminale per alcuni e nella leggenda eroica per altri.

Il resoconto a stampa del processo a cura del Risorgimento Lucano ce lo restituisce in tutta la sua controversa e contraddittoria umanità, cogliendone reazioni e sentimenti: un documento unico nel suo genere che riconsegna corpo e sangue vivi a un personaggio che, segnando un’epoca, sconfinò nel mito.



Valentino Romano, Processo a Crocco, generale dei briganti, Capone Editore, Lecce 2022, f.to 15x21 cm, pagine 144, euro 14,00, ISBN 978-88-8349-270-9


giovedì 27 gennaio 2022

"Gli Angioini. La lotta per il dominio in Italia e nel Mediterraneo" di Angelo Panarese



 IL LIBRO

Entro certi limiti, si può dire che con la Dominazione Angioina tutto accadde nel Regno di Napoli una volta per sempre: nel corso di due secoli (1266, sconfitta di Manfredi a Benevento e 1442 conquista di Alfonso d’Aragona di Napoli) sono iscritti gli splendori della vita di corte, con Napoli capitale del Regno, le grandiose opere urbanistiche con le numerose chiese, i saccheggi, le desolazioni e le tragedie dinastiche, la diffusione della peste e della carestia, la protervia della feudalità e la ripresa delle autonomie cittadine. Contemporaneamente a questi temi di politica interna, si sviluppa la lotta per il dominio in Italia e in Oriente con la creazione di un “impero mediterraneo durante l’epoca di Carlo d’Angiò e dopo di lui quella di Re Roberto il “Saggio”. Tutto si manifestò e sparì in pochissimo tempo, ponendo fine al mito degli Angioini.


L’AUTORE

ANGELO PANARESE, laureato in Lettere e Scienze Politiche, Dottore di ricerca e collaboratore dell’Istituto di filosofia politica dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, è docente di Scuola media superiore. Sindaco della città di Alberobello dal 1994 al 2001, è autore dei seguenti volumi: La devianza minorile: il caso Puglia 1976-86. Economia, Sociologia, Diritto (Bari 1988); Felicità e cittadinanza nella teoria politica di Aristotele (Manduria 1993); Dal riscatto feudale al riconoscimento di Alberobello come patrimonio dell’umanità (Alberobello 2000); Filosofia e Stato (Lecce 2005); I tre Poteri (Bari 2008); Donne, Giacobini e sanfedisti nella rivoluzione napoletana (Bari 2011); Storia del Regno di Napoli. Un confronto con Benedetto Croce (Lecce 2012); Il Mezzogiorno nel Settecento tra riforme e rivoluzione (Bari 2013); Ferite aperte (Lecce 2014), La “redenzione” dell’Italia. Il grande sogno di Machiavelli (Bari 2014), Spagna e Mezzogiorno (Secoli XVI e XVII) (Lecce 2016), Risorgimento tradito. Storia e interpretazioni (Lecce 2017) e Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII) (Lecce 2021).


"Nacquero contadini, morirono briganti" di Valentino Romano disponibile con nuova veste editoriale



IL LIBRO

Per comprendere pienamente il brigantaggio postunitario meridionale, liberandolo da ogni orpello ideologico, occorre immergersi nel mondo contadino che ne è il substrato culturale e sociale. Le storie riportate – tutte recuperate pazientemente in anni di scavi archivistici - aprono uno squarcio interessante, spesso inedito, su questo mondo nel quale convivono e si scontrano tutti insieme cafoni e galantuomini, idealisti e profittatori, ultimi eroi romantici e avventurieri di sempre, briganti e soldati, vittime e carnefici, giudici e imputati, carnefici e condannati, preti avidi e monaci intriganti: comparse che affollano il Sud, palco di speranze, di illusioni e di delusioni sul quale, malinconicamente dissoltosi il Regno delle Due Sicilie, va in scena la nuova Italia. 

 

“Il volto del brigante, e con esso quelli di una dolente umanità comprimaria alle sue gesta, balzano vivissimi dalle pagine proponendoci un inedito ritratto della società contadina che li espresse”. (Paolo Zanetov)

“In queste pagine ci sono dolore e leggerezza insieme, crudeltà e amore: c’è umanità e disumanità come antinomia della stessa essenza: quella della realtà fatta di carne, delle sue pulsioni…”. (Monica Mazzitelli)

 

L’AUTORE

Valentino Romano da anni è impegnato nello studio del ribellismo contadino e della storia del Sud. Ha pubblicato, tra l’altro: Carmine Crocco, La mia vita da brigante (Bari, 1998), Historia de mujeres diferentes: las bandoleras del sur de Italia en el siglo XIX  (Moguer-Siviglia, 2001), Don Josè Borges, generale catalano e guerrigliero borbonico (Bari 2003), Brigantesse. Donne guerrigliere contro la conquista piemontese – 1860-1870 ­­– (Napoli, 2007), Raffaele Nigro: Fuochi a colori e lune in bianco e nero, con Ettore Catalano (Bari, 2008), Sì, fummo calpestati, noi ci vendicammo. Storia del brigantaggio postunitario (1860-1870), con Paolo Zanetov, a cura del Centro Studi sul Brigantaggio (Roma, 2009),Briganti e galantuomini, soldati e contadini. Storie minime della Nuova Italia (Reggio Calabria, 2016), Brigantaggio e rivolta di classe. Le radici sociali di una guerra contadina, con Enzo Di Brango  (Roma, 2017), Dalle Calabrie agli Abruzzi. Il generale Josè Borges tra i briganti di re Francesco II (Nocera Sup., 2018) e Un popolo alla sbarra. Giustizia militare: la repressione dei contadini-briganti in Terra di Bari e d’Otranto – 1864-1865 ­– (Corato, 2020).

Per la Capone Editore ha curato I briganti La Gala di Antonio Vismara (2008), Cento anni di brigantaggio nelle province napoletane di Alessandro Dumas (2009) e Il brigante che si fece generale (2011).

 


Valentino Romano, Nacquero contadini, morirono briganti, 144 pagine, euro 12,00

Disponibile la ristampa di "Borboni & Briganti", Silvano Trevisani intervista Gianni Custodero

Il libro
L’Afganistan, la Colombia e la Palestina di oggi hanno qualcosa in comune con il Mezzogiorno d’Italia dopo il 1860? Quale Italia si è costruita nel 1861? Come e perché nasce la questione meridionale? Quali sono le colpe dei Borboni e quali quelle degli intellettuali del Sud? Criminali o partigiani i briganti? A domande del genere vuole rispondere questo libro nel quale il passato viene riletto in costante confronto con il presente. Storia alla Montanelli, quindi, ma, soprattutto, storia senza falsi pudori, anche a rischio di apparire revisionisti ad oltranza e dissacratori, nella convinzione che è ormai arrivato il momento di rendersi conto di come sono davvero andate le cose prima e dopo l’impresa di Garibaldi.

Chi è l’intervistatore
Silvano Trevisani, laureato in filosofia con una tesi sperimentale su Copernico, è giornalista professionista e saggista. Collabora con quotidiani e riviste. Ha pubblicato numerosi saggi sulla storia e il patrimonio culturale di Taranto e provincia e in particolare su Grottaglie. Ha all’attivo pubblicazioni di carattere poetico e letterario. Critico d’arte, ha curato mostre di interesse nazionale, ha promosso il restauro delle vasche della concattedrale di Giò Ponti a Taranto, ha pubblicato monografie sulla “scuola pittorica grottagliese” e su Emanuele De Giorgio. Nel 1997 ha curato la pubblicazione degli inediti “diari” di Carlo Belli, teorico dell’astrattismo italiano (Altamarea). È stato ideatore della grande mostra svoltasi a Taranto nel 1998 per le celebrazioni ufficiali del ventennale della morte di Giorgio de Chirico. Un suo saggio figura nel catalogo Rizzoli “De Chirico e la metafisica del Mediterraneo”. Per conto della Capone Editore, ha pubblicato, fra gli altri, Viaggio nella Puglia archeologica (2001), La Puglia dei Santi (2006) e Taranto. Guida storica ed artistica (2018).

Chi è l’intervistato
Gianni Custodero (1936-2009), laureato in giurisprudenza e giornalista professionista, ha diretto per oltre venticinque anni gli uffici stampa della Regione Puglia. La sua firma è apparsa in numerosi quotidiani italiani, da “La Provincia” di Como all’“Unione Sarda”, da “La Notte” al vecchio “Giornale d’Italia” ma anche su riviste come “Archivio Storico Italiano” di Ernesto Sestan, “Nuovo Mezzogiorno” e “Studi Storici Meridionali”. Ha diretto periodici ed agenzie giornalistiche. È autore di una ventina di pubblicazioni tra le quali i saggi Puglia letteraria del Novecento (Ravenna, Longo 1982), Nel Mezzogiorno fra Giolitti e il fascismo (Bari, Cacucci 1982). Un’altra storia (Fasano, Schena 1990), Le Regioni. Un fallimento all’italiana (Bari, Cacucci 1997). Con l’editore Capone ha pubblicato Puglia tra campagna e città (1988), Storia del Sud (1999), Antichi popoli del Sud (2000) e Il mistero del brigante (2008). Ha inoltre curato Puglia/Sud 1890 di Gustavo Meyer Graz (1978), Storie di briganti di Abele De Blasio (2001), Josè Borjés. Da Hidalgo a brigante (2001), Brigantaggio da Fra’ Diavolo a Crocco di Marc Monnier (2001). Ha curato inoltre le collane “Storie dal Sud” e “Carte scoperte / Storie e controstorie”.

Silvano Trevisani, Borboni e briganti. Intevista con Gianni Custodero, pagine 112, Euro 10,00