mercoledì 26 agosto 2020

"Così camminavano i pellegrini da Brindisi a Lecce e Raggiungevano Finibusterrae", recensione di Dino Levante apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno" di sabato 15 agosto 2020

"Così camminavano i pellegrini

da Brindisi a Lecce e Raggiungevano Finibusterrae",

recensione di Dino Levante

apparsa su "La Gazzetta del Mezzogiorno"

di sabato 15 agosto 2020 





lunedì 18 novembre 2019

È disponibile "Otranto. La città dei martiri. Con carta turistica" di Lorenzo Capone


OTRANTO

La città dei martiri

Con carta turistica

di Lorenzo Capone





Quel che resta dell'abbazia
di San Nicola di Casole
LA GUIDA: Cerniera tra Occidente e Oriente sin dalla preistoria, Otranto ha da sempre rappresentato, emblematicamente, la testa di ponte del mondo greco e bizantino in Europa. Di quel mondo, d’altronde, conserva tracce inequivocabili: la chiesetta di san Pietro, con i suoi stupendi affreschi, nel cuore della cittadina, costruita laddove vi fu il primo insediamento umano; i ruderi di San Nicola di Casole, poco a sud del paese, sede per secoli di una scuola di monaci basiliani dediti alla preghiera e alla riproduzione di testi greci e latini; le numerose cripte scavate nella viva roccia lungo la valle dell’Idro e delle Memorie.
Ma Otranto, nei secoli, non è stata solo questo, anche se per questo divenne obiettivo del mondo musulmano nel 1480 quando fu assalita e occupata, per un anno, dai turchi i quali mozzarono la testa a 800 otrantini, oggi santificati, che non rinunciarono alla loro fede cristiana. Otranto è stata anche messapica e, successivamente, romana: ce lo dicono due basi in marmo con epigrafi in latino del III sec., oggi inserite alla base di un palazzotto, oltre che la numerosa ceramica rinvenuta nel corso di campagne di scavo.
Dal suo porto, nei secoli sempre molto trafficato, son passati Imperatori, Re, legioni di soldati, pellegrini, avventurieri di ogni risma che partivano o rientravano dall’Oriente: di testimonianze in questo senso ce ne sono moltissime a dimostrazione dell’importante ruolo avuto dalla città: le mura imponenti con i bastioni; il grandioso castello più volte rifatto e ampliato; gli ampi fossati; le porte cittadine, di cui se ne conserva una, l’Alfonsina, di periodo aragonese, che dà l’idea della solidità dell’intero circuito fortificatorio; il Duomo, con la cripta, realizzata con elegante materiale riutilizzato proveniente verosimilmente da più antiche costruzioni cultuali, e il grande mosaico pavimentale, unico al mondo, realizzato tra il 1163 e il 1165, dal monaco Pantaleone, rappresentante il cosiddetto “Albero della Vita”.

La valle dell'Idro

A non molta distanza dalla città, andando verso sud, poi, c’è Porto Badisco, la mitica insenatura nella quale sarebbe approdato Enea, con la Grotta dei Cervi, un paio di tortuose gallerie nella pancia della terra nelle quali centinaia di pitture murali ci dicono della presenza dell’uomo del neolitico e della sua cultura.


Lorenzo Capone, Otranto. La città dei Martiri. Con carta turistica, Capone Editore, Lecce 2019, pagine 64, con centinaia di foto a colori, Euro 7,00 - ISBN 978-88-8349-249-5


mercoledì 23 ottobre 2019

È disponibile "Popoli del Mare. Minoici, Micenei, Shardana. Origine, materie prime, traffici marittimi preistorici" di Pierluigi Montalbano

Pierluigi Montalbano

Popoli del Mare. Minoici, Micenei, Shardana.
Origine, materie prime, traffici marittimi preistorici



IL LIBRO: La geografia del mare non è una semplice tavola blu. Da millenni, nessun impero è rimasto solido se ha trascurato l’esplorazione e il governo dei mari, e senza prevalere sulle onde non si può ambire all’egemonia sulle terre. Essendo inabitabile, chi riesce a controllarne i nodi strategici, ossia gli stretti, laddove le acque si restringono e le coste si avvicinano, disegna la supremazia del potere marittimo. Chi controlla i punti di strangolamento, così sono chiamati questi luoghi, può decidere di chiudere o aprire le arterie dell’economia. Chi occupa postazioni determinanti può dissuadere o colpire il nemico. Nell’età del Bronzo, le grandi potenze imperiali cercarono in tutti i modi di amministrare gli approdi in prossimità degli stretti: la città di Troia, la splendida Ugarit, Gibilterra e i canali di collegamento che uniscono il Mediterraneo all’Oceano Indiano. E poi le ferrovie liquide: il Nilo, l’Eufrate, il Tigri, l’Indo. Tutte le grandi civiltà hanno l’acqua come elemento essenziale. Le gerarchie politiche, economiche e militari, ancora oggi, sono segnate dalla supremazia sul mare, la talassocrazia. Ma come si conquistano le onde? Non è sufficiente vincere i duelli nave contro nave, si devono proteggere le coste, tracciare rotte verso zone ricche di materie prime, installare strutture artificiali, conoscere venti e correnti, acquisire capacità tecnologiche, studiare il movimento degli astri. In questo testo è raccontata l’alba della globalizzazione di merci e idee, sono esposte le vicende che coinvolsero i grandi popoli del passato, alla ricerca del governo dei mari. Intorno al 1200 a.C. il mondo si fermò, l'organizzazione politica ed economica, ossia il vecchio "sistema di palazzo", fu annientato dalle imprese di bellicosi popoli che unirono le capacità di navigazione alle tecniche di combattimento, e misero a ferro e fuoco tutte le grandi città marittime dell'epoca.

L'AUTORE: Pierluigi Montalbano è nato e vive a Cagliari.
Studioso di preistoria e protostoria, collaboratore di alcune equipe internazionali su temi riguardanti la navigazione antica, i relitti del Bronzo e del Ferro, organizza laboratori didattici sull’archeologia e rassegne espositive sul Mediterraneo antico. Numerose le sue conferenze sulla storia della Sardegna e notevole la partecipazione a dibattiti sullo stesso argomento. Dirige il quotidiano on-line di storia e archeologia da lui fondato nel 2010.
Curatore della rassegna culturale “Viaggio nella storia”, realizzata con alcuni docenti dell’Università di Cagliari, è autore di numerosi saggi e dei volumi: Le navicelle bronzee nuragiche (2007), Dal Neolitico alla civiltà nuragica (2008), Sherden. Signori del mare e del metallo (2009), Antichi popoli del Mediterraneo (2011), Sardegna, l’isola dei nuraghi (2012), Porti e approdi nel Mediterraneo antico. Quando i Fenici solcavano i mari (2016), Sardegna. L’alba di una civiltà (2017).
È presidente dell’Associazione Storico-Archeologica Honebu.


Pierluigi Montalbano, Popoli del Mare. Minoici, Micenei, Shardana. Origine, materie prime, traffici marittimi preistorici, Capone Editore, Lecce 2019. Pagine 160, con foto a colori, € 18,00

ISBN: 978-88-8349-221-1